Dona contro la diffamazione No-Gender!

#Chiamiamolincausa
Dona contro la diffamazione No-Gender!

Con il tuo contributo sostieni le CAUSE LEGALI per DIFFAMAZIONE NO-GENDER, prima tra tutte la causa contro Gandolfini.La matrice omofobica della propaganda no-gender

Perché associamo la propaganda no-gender ad omofobia, bifobia e transfobia? Perché i discorsi e gli argomenti che usa sono gli stessi che da sempre costituiscono il terreno ideologico di giustificazione dei fenomeni concreti di rifiuto, discriminazione, stigmatizzazione delle persone LGBTI, con l’aggravante che oggi hanno una coerenza politica straordinaria, ma soprattutto che manipolazione, distorsione e falsificazione sono diventati un metodo per impressionare e convincere il pubblico.
Questo metodo si spinge talvolta anche alla diffamazione, usando gli argomenti omofobici di sempre: ad esempio, la pedofilia. E’ successo ad Arcigay con Gandolfini, ma non solo.
Esporre la falsità di certi argomenti, denunciandoli, è quindi un pezzo importante del lavoro che facciamo contro omofobia, bifobia e transfobia.

Sboarina e libri gender. Arcigay Verona: Non siamo lontani dal rogo di libri solo con forme più burocratiche

Arcigay Verona si unisce alla lettere inviata dal presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi, e dalla neo presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche, Rosa Maiello, indirizzata al neo-sindaco di Verona, Federico Sboarina, per criticare fortemente il punto del programma politico nel quale si preannuncia il “ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni, che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso”.

1969-2017 Quarantotto anni di lotta e di orgoglio

Si narra che fu un tacco a spillo sferrato da Sylvia Rivera  contro un poliziotto davanti allo Stonewall 48 anni fa, a far iniziare una battaglia che ancora oggi attraversa tutto il mondo, in ogni latitudine. Lì è iniziato il nostro Pride, il nostro orgoglio, che quest’anno in Italia ha preso la forma di un’onda che travolgerà ben ventiquattro città. Portiamo le nostre rivendicazioni, i nostri corpi, le nostre libertà, in ogni vicolo di questo Paese, per dare futuro alla storia e per trasformare ogni istante in storia.
Continuiamo la nostra marcia: siamo inarrestabil*!

Le Origini del Pride
Nella notte tra il 27 e il 28 giugno 1969 la polizia di New York fece irruzione nello Stonewall Inn, bar gay in Christopher Street nel Greenwich Village. Fu una delle tante irruzioni che la polizia era solita fare, anche se l’orario era decisamente inconsueto. Ma quella volta le persone presenti nel bar reagirono e non rimasero in balia delle forze dell’ordine. E fu orgoglio.

Diverse sono le versioni su cosa sia effettivamente successo quella notte, su chi abbia reagito e come si siano comportati gli altri avventori del bar. L’ipotesi più accreditata è che la transessuale Sylvia Rivera abbia lanciato una bottiglia contro un agente; un’altra versione vuole che, invece, abbia lanciato un tacco a spillo (che poi è divenuto uno dei simboli della rivolta). Quello che è certo è che il 28 giugno è stato scelto dal movimento lgbt come “giornata mondiale dell’orgoglio lgbt”.