Ancora psicosi Babau “Gender” – il caso clinico di Verona. Nota Arcigay

Dopo la minaccia di censura sui libri nelle biblioteche che ha scatenato polemiche e reazione anche fuori dai confini italiani, è arrivato l’annullamento dell’evento “La biblioteca Vivente” nel programma del festival Tocatì previsto a Verona tra pochi giorni.
Il Comune è terrorizzato dal solito babau (lo chiamano “gender”) inventato e agitato dai fondamentalisti cattolici della città. Si scopre così che la pericolosa minaccia alla “famiglia naturale” si materializza in 25 persone che con coraggio raccontano il loro vissuto affinché, come avviene appunto nella lettura di un libro, l’ascoltatore possa vivere e conoscere realtà diversa dalla propria. 25 persone, 25 persone che con coraggio raccontano una esperienza di discriminazione per la loro differenza culturale, per la loro disabilità fisica, per il loro passato, per il loro diverso orientamento sessuale.
Ma il Comune decide di bloccare l’iniziativa già rodata negli anni, che ha sempre avuto un ampio successo di pubblico per l’alto contenuto di valori umani di cui si fa promotrice, perché “la tipologia di contenuti non è adeguata al messaggio culturale del festival”. Già perché tra i vissuti c’è anche “Mio figlio è gay”: evidentemente il messaggio culturale del festival, su mandato di Sboarina e dei pasdaran cattolici della città, è che non esistono figli gay a Verona, e se esistono non bisogna vederli e ascoltarli. Bel messaggio culturale per la famiglia.
La deriva d’inutile fondamentalismo religioso che inghiottirà Verona è già evidente in pochi mesi d’inoperosa amministrazione.
Esortiamo chiunque creda in una società aperta, laica, libera, tollerante ed europea, a non arretrare di fronte a questi tristi rigurgiti di oscurantismo d’altri tempi. Persone LGBTI, persone laiche, ma anche cattolici adulti, attenzione ai danni che può fare questa psicosi: finché il babau spaventa i bambini, si può capire, ma quando mobilita un’amministrazione di adulti, diventa un caso clinico.

Arcigay Verona Pianeta Urano

OMOFOBIA e FAMIGLIA, STORIE DI GENITORI E FIGLI a Nogara - 15 settembre 2017

OMOFOBIA e FAMIGLIA
STORIE DI GENITORI E FIGLI

Introduce e coordina:
Marta Chissalè - Circolo PD Nogara

Intervengono:
Dott.ssa Veronica Milinovich Psicologa
Dott.ssa Sara Petterlini - Psicologa - Psicoterapeuta

Esperte in tematiche LGBT
Dott.ssa Luigina Zappon Psicologa- Psicoterapeuta
Laura Pesce Vice Presidente Arcigay Verona

Marina Melotti Genitori Agedo (Ass.ne Genitori di Omosessuali)

VENERDI' 15 SETTEMBRE
Ore 20, 30 - Sala Civica "Aldo Ciresa"
Via Sterzi, 63 - Nogara (VR)

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Circolo PD di Nogara in collaborazione con Arcigay Verona

Gandolfini a processo per aver diffamato Arcigay

Massimo Gandolfini, il neurochirurgo organizzatore degli ultimi due Family Day e portavoce del comitato “Difendiamo i nostri figli”, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di avere diffamato Arcigay. Lo rende noto il Giornale di Brescia, quotidiano di proprietà di una fondazione riconducibile alla curia bresciana. Il processo è, in realtà, già cominciato martedì scorso a Verona, dove si è svolta la prima udienza che è stata aggiornata.

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